giovedì 26 febbraio 2015

Identità Golose e la sua sana Intelligenza alla sua undicesima edizione

I pensieri e le recensioni su questa manifestazione sono sempre i più disparati. 
Contrastanti, discordanti che a volte leggendoli, ti chiedi se sei davvero stata nello stesso posto... 
E così sia mi viene da dire, forse guai se non fosse così!  
Negli occhi di chi guarda è racchiusa la bellezza, così come la saggezza e l'umiltà con cui si appresta a raccontarla.
Ciò che scriverò è ovviamente il mio parere, su ciò che ho recepito, ciò che ha colpito me, ciò che mi ha fatto riflettere di più
E non è certo compito mio disquisire sulla "coerenza" di alcuni chef tra il loro dire ed il fare e sinceramente nemmeno mi interessa. 
E poi diciamolo, forse me lo posso pure permettere, visto che non sono "nessuno" e scrivo qui per il puro piacere di farlo!
Detto ciò, la sensazione che prevale in me quando arrivo a Milano per Identità Golose è l'avidità. 
Proprio così, avidità di imparare, di cercare di carpire e capire il più possibile, e ogni volta non resto delusa, mi porto a casa tanti bei pensieri.
Il tema di quest'anno: una sana intelligenza era molto caldo.
Intanto per la concomitanza con Expo alle porte, che mette tutti sulle spine, e poi perchè come hanno ricordato in più d'uno, per essere Chef oggi è un bel momento certo, tanta fama e la scena a disposizione, eppure aggiungerei, è anche un momento molto delicato, perchè gli "uditori" a volte creano aspettative ingiuste.
Dal canto mio, lo ribadisco, l'intento è quello di imparare anche dai famosi chef, così come da chiunque. 
Non devo far crescere un'audience, non mi interessa fare polemiche e non le farò. Ciò che mi sta a cuore invece è condividere il sapere e tutto il bello che ho visto e ascoltato anche questa volta, per me la quarta, in questa edizione di Identità Golose a cui ho partecipato.




Non posso proprio non cominciare da lui, Massimo Bottura che visibilmente emozionato ha iniziato il suo talk coinvolgendo il pubblico, non solo per ciò che fa e dice, ma per come lo racconta, per come sa coinvolgerti emotivamente catturando la tua attenzione fin dal primo istante, perchè è inutile girarci intorno, ha davvero un carisma innegabile. 
Parte subito con le sue riflessioni filosofiche, sul senso di responsabilità che come chef sente nel dover parlare, quest'anno l'anno di EXPO, non per raccontare se stesso, dice, ma per dar spazio alle persone, perchè il nutrimento accomuna tutti anche nei diritti. 
Parla dello spreco, di come sia importante recuperare. 
Non dobbiamo mai dimenticare le nostre originida dove veniamo.
Il recupero fa parte della nostra cultura gastronomica, fino agli anni '50 era proprio ciò che facevano i nostri nonni.
Recuperare non è degradante, ma un atto di volontà e di forza: 
è riconquistare
E parte dal pane. Da sempre alla base di ogni pasto, il pane perduto dei francesi, o pane guadagnato dai belgi, ma la sostanza non cambia, del pane non si spreca nemmeno una briciola.
E commuove la platea raccontando come sono nati i passatelli, tipici della sua terra, raccontando come i monaci nel refettorio raccogliessero ogni giorno le briciole cadute sul desco, che finivano per riempire un barattolo di vetro che a fine settimana era pieno e al sabato si procedeva con il recupero delle briciole di pane cuocendo i passatelli.
Tante forse le storie come questa, che abbiamo dimenticato. 
Tornare indietro nel tempo aiuta, a non perdere di vista quella sacralità del cibo che oggi forse, per causa della sua troppa abbondanza, abbiamo davvero dimenticato.
Magistrale il suo piatto pensato per EXPO, ispirato anche da Carlin Petrini, che ricorda la sua zuppa di latte dell'infanzia. 
Da qui l'ispirazione e l'idea di riprodurla in chiave moderna: spuma e gelato di latte e zucchero con briciole di pane croccanti valorizzate da una cialda d'oro per indicarne la preziosità. 
E i suoi passatelli tutti "recuperati" da bucce e scarti di ortaggi essiccati, resi farina, lavorati e leggermente affumicati, come il brodo preparato con le bucce di verdure essiccate in forno e lavorate in estrazione per esaltarne la mineralità. 
Ma anche le bucce di banane marce, che da un'idea del suo Sous Chef diventano un "gelato color cemento".
Insomma l'idea della sostenibilità e del non spreco è la chiave del suo intervento, in cui sottolinea anche come "scartare/buttare" significa gettare la spugna, arrendersi e ovviamente non si deve.

Bottura infine illustra il suo progetto di solidarietà per Expo, ovvero il Refettorio Ambrosiano, voluto anche dalla Caritas diocesana milanese, un progetto elogiato anche dal Papa, con un duplice intento, offrire un pasto di solidarietà evitando lo spreco alimentare. In primis ha visto il recupero di uno spazio urbano milanese nel quartiere Greco, un ex teatro abbandonato dagli anni trenta, che sarà completamente ristrutturato e in cui in occasione di EXPO, vedrà per un mese l'alternarsi in cucina di 40 chef stellati da tutto il mondo, che con creatività e sapienza, con le eccedenze alimentari raccolte da Expo, valorizzeranno il cibo che altrimenti andrebbe sprecato, offrendo un pasto a chi ne ha bisogno. 


Chi mi segue e mi conosce sa del mio amore per il lievito madre e gli impasti.
Va da sè che non potevo perdermi nemmeno quest'anno Identità di pizza. Appuntamento fisso oramai per me, ed è bello rincontrarsi ogni anno e fare il punto della situazione, sentire che c'è sempre spazio per migliorarsi, per progredire e andare avanti e come dice Franco Pepe anche grazie ad Identità Golose si cresce, perchè ti poni ogni anno domande nuove, lavori su nuovi quesiti e quindi migliori di anno in anno! 
Lo scorso anno come avevo raccontato qui, era arrivato con la valigia dei prodotti del suo territorio, quest'anno invece seguendo il tema di questa edizione, trattandosi di "sana intelligenza" ha pensato ad una pizza che fosse oltre che buona, e ve lo assicuro perchè l'ho assaggiata, anche sana.
La sua pizza sanacore  è studiata  un pò a tavolino. 
Insieme a cardiologi, e un nutrizionista che suggeriscono i valori nutrizionali che servono per una pizza che possa mangiare anche chi ha problemi di salute. 
La cosa che mi colpisce sempre di Franco è la sua spontaneità, quella semplicità nei gesti che lo rendono davvero come lui stesso si definisce, un vero artigiano della pizza. 
Un approccio sensoriale il suo: perchè un pizzaiolo lo sente con le mani il punto di pasta, un grande insomma.



Un artigiano dell'impasto che porta con sè la tradizione: di impastare a mano, di fare la pizza come la facevano suo padre e suo nonno, usando i prodotti del suo territorio: la tradizione appunto.

Però lui non si accontenta, non si ferma lì. Va avanti e studia i singoli ingredienti che mette sulle sue pizze, facendosi aiutare da chi ne sa di più, Vincenzo, suo amico agronomo che scopre grazie agli amici dell'università, che stanno studiando le proprietà antiossidanti di più di cento specie di pomodori, che il pomodoro riccio, quello che usa Franco, è quello più ricco di antiossidanti. Il pomodoro riccio è un pomodoro che non ha bisogno di trattamenti, nè di troppa acqua. Un pomodoro adattato a quel territorio, perchè altrimenti ci sarebbe la biodiversità ed è così importante preservarla? 
Lo studio dei prodotti del territorio: ecco l'innovazione.
Insomma sposa perfettamente quella che è anche la mia idea: usare "gli antichi saperi" guardandoli in chiave moderna, con le conoscenze che abbiamo oggi, cercando di capire e reinterpretare, per sfruttarle al meglio, quelle che sono le nostre tipicità territoriali. 
Franco fa il pizzaiolo, come suo padre e suo nonno prima di lui, ma usa la cooperazione, che tanto mi piace, il gioco di squadra, in cui il contadino suo amico gli coltiva il pomodoro riccio, l'agronomo studia e riscopre i prodotti del territorio usati da sempre (e un motivo dico io ci sarà!) e un altro amico, esperto di forni, gliene costruisce uno elettrico apposta per lui, tarato sulle sue esigenze! Tante competenze messe insieme, una squadra vincente per fare una pizza di altissima qualità.
Ecco io trovo tutto questo straordinario, un bellissimo approccio solo da imitare.


Tutt'altro approccio e stile, ma ugualmente encomiabile e straordinario, quello di Simone Padoan, e le sue pizze con lievito madre. Ognuno porta se stesso nella sua cucina, si racconta anche attraverso ciò che fa e come lo fa. Sempre attento ai minimi dettagli Simone, ricercato e scrupoloso, e durante il suo intervento di quest'anno, ripercorre i suoi vent'anni di I tigli e ci regala un excursus con un video davvero emozionante.


Ed infine, ma non per importanza, la vera rivelazione per me quest'anno è stato Renato Bosco, il pizza ricercatore, di cui però vi parlerò con più calma in un altro post dedicato solo a lui e ad una sua bellissima iniziativa.


Così come di un altro bravissimo pasticcere Gianluca Fusco e le sue architetture di gusto, delle vere e proprie opere d'arte.
Racconta ad Identità piccanti, come il peperoncino un ingrediente che lui detesta, sia stato oggetto di un suo approfondito studio, perchè un professionista non può ignorare un ingrediente solo perchè non gli piace. Encomiabile.
Parla di capsicina, di peculiarità del peperoncino, e delle sue molteplici caratteristiche, così precise e dettagliate, che neanche ad una lezione di biochimica!
Davvero bravo e poi ci prepara un dolce, assaggiato in sala, che è davvero il dolce più straordinariamente sorprendente che io abbia mai assaggiato.



Nulla meglio del cibo può raccontare una storia e farci viaggiare lungo la nostra bella Italia!
E allora buona cucina a tutti!
E il mio grazie sincero a tutte le persone che credono che sia ancora importante mettere in moto l'intelligenza per studiare il cibo, capirlo, raccontarlo e perchè no anche celebrarlo quando merita!
Grazie a Paolo Marchi, Elisa Pella e a tutti gli organizzatori di Identità Golose, che anche quest'anno hanno reso possibile tutto questo. 
Grazie a tutti.


Alla prossima


giovedì 12 febbraio 2015

Biscotti a scacchi: i biscotti arlecchino per carnevale!

Con questi biscotti ho messo alla prova la mia proverbiale pignoleria. Amo i lavori certosini, chi mi conosce lo sa bene e a volte patisce questa maniacale idea di perfezione che mi perseguita in ogni azione che intraprendo, perchè ovviamente la pignoleria ha anche un suo rovescio della medaglia, che tuttavia mi guarderò bene dal divulgare in queste pagine!
Qui posso solo bearmi e compiacermi, di quanto mi sia divertita, ritornando un pò bambina, a giocare anch'io con lo stupore di chi guarda e chiede:
"Mamma ma come li hai fatti?"
Eh... segreti di mamme ;)
E se poi all'assaggio sono anche buoni, che volere di più?
Soddisfazione massima di mamma e pargolo, e non solo.
Regalati agli amici nei sacchetti per Natale e presentati ad un buffet, sono davvero perfetti: belli e buoni.
La ricetta spiegata egregiamente l'ho trovata qui, ma la riporto per mia e vostra comodità di lettura.
E siccome oggi è giovedì grasso, direi che sono perfetti anche per carnevale. Dei bei biscotti arlecchino!


giovedì 5 febbraio 2015

Sofficissimi panini da buffet con lievito madre

Sono finalmente riuscita a preservare qualcuno di questi sofficissimi paninetti da buffet, per fare qualche foto e scrivervi la ricetta.
Li ho fatti diverse volte e sono sempre stati un successo. 
La ricetta che ho seguito, non poteva che essere quella di Paoletta, che trovate qui.
L'ho solo lievemente modificata, per adattarla alle mie esigenze di gestione dei tempi di lievitazione con il lievito madre.



Ingredienti: (dosi per circa 20 panini)
250 gr di farina 0
250 gr di farina manitoba
270 ml di latte tiepido
80 gr di lievito madre
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo
30 gr di zucchero
3 tuorli
60 gr di olio
10 gr di sale


Procedimento:
Siccome impasto a mano, ho fatto tutto in ciotola, ma se avete una planetaria potete procedere con lo stesso ordine. Per prima cosa spezzettare il lievito madre e scioglierlo nel latte tiepido in cui avrete disciolto un cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo e lo zucchero. Dopo aver setacciato le farine, versateci sopra gradatamente il latte tiepido ed iniziate ad impastare sommariamente in ciotola aiutandovi con una forchetta, quando la farina sarà tutta assorbita aggiungete il sale e poi un tuorlo alla volta fino a che non siano tutti assorbiti, e da ultimo l'olio. Impastate con la mano "modi-foglia" sempre nello stesso verso cercando di avvolgere il glutine. L'impasto sarà molto morbido, ma non aggiungete farina, lavorate fino a che s'incorda bene. Poi fate una palla e lasciate lievitare ben coperto in una ciotola unta di olio. Io ho fatto l'impasto la sera prima di cuocerli, l'ho lasciato lievitare ben coperto a temperatura ambiente per 3 ore e poi l'ho messo in frigo per tutta la notte. Il giorno dopo la mattina ho tirato fuori dal frigo l'impasto, lasciandolo lievitare ancora coperto a temperatura ambiente per diverse ore e ho poi formato i panini nel pomeriggio, spezzando l'impasto in venti pezzetti e formando dei filoncini: 


A me sono venuti 20 panini, li ho voluti fare ovali e non tondi, ma ovviamente potete scegliere la forma che preferite. 
Dopo la formatura li ho disposti su una teglia coperta di carta forno e lasciati ancora a lievitare ben coperti a temperatura ambiente, per poco più di un'ora. Li ho poi spennellati con un tuorlo d'uovo prima di infornarli a 180 °C per 25 minuti.  

Ed ecco come appariva l'interno del panino:


Ovviamente potete farcirlo sia dolce che salato, sarà comunque squisito!

Buon buffet a tutti e alla prossima ricetta!




lunedì 26 gennaio 2015

Lonza di maiale all'arancia e pepe rosa

Avevo un bel pezzo di lonza con tantissime succose arance a disposizione e ho voluto improvvisare, senza seguire nessuna ricetta in particolare intendo. 
Ho inventato con gli ingredienti che avevo ed è nata questa ricetta che oggi vi presento.
In realtà nulla di complicato, nemmeno troppo particolare, non è null'altro che un semplice arrosto all'arancia, ma a casa è proprio piaciuto tanto, è venuto talmente saporito, che voglio pubblicare la ricetta prima di dimenticarla.
Lo ammetto solo per mia comodità, come promemoria personale.
Ovviamente sono felicissima se potrà essere utile anche a qualcuno di voi, non fraintendetemi, ma il blog per me, è principalmente un ricettario virtuale, che consulto ogni volta che mi serve rifare una ricetta. Per cui di corsa sono venuta qui ad annotarne gli ingredienti ed il procedimento.


martedì 20 gennaio 2015

Simil flauti con lievito madre

Era da un pezzo che non pubblicavo più qualche ricetta con il mio amato LM, ma non certo perchè me ne sia stufata ^__^
Anzi, devo dire che il mio amore per il lievito madre non diminuisce con il passare del tempo, se mai si accresce spronandomi a sfide sempre nuove!
Le prime SFIDE in assoluto provengono ovviamente da casa mia, perchè il mio piccoletto di casa, come tutti i bimbi, è attirato dalle merendine commerciali proposte dalla pubblicità. 
E oramai è anche in grado di farsi domande e fornirsi risposte da solo, ogni volta che andiamo al supermercato.
Del tipo:
"Mamma mi compri la Kinder fetta al latte? 
Ah no già, vero, è piena di conservanti, 
non la prendiamo tanto me la sai fare tu, 
ma ME LA FAI QUESTA VOLTA MAMMA EH, 
non che dici che la fai, ma poi alla fine non hai mai tempo!!!" 
Gulp, un bel colpo basso per la mamma che incassa e porta a casa...
Invece per i flauti è andata anche peggio. 
Perchè l'intenzione di rifarli dopo aver visto questi, è stata immediata. 
La ricetta era stata subito archiviata (nella oramai infinita lista delle ricette "TO DO"), ma poi alla fine i giorni passano e temo abbia proprio ragione mio figlio, sono sempre al costante inseguimento del tempo che non trovo.
Ma sentite questa.
Un giorno all'uscita da scuola, il mio pargolo mi mostra tutto fiero un pacchettino con tanto di merendina commerciale ficcata dentro e dotata di buono sconto per l'acquisto al suo interno! 
Domando:
"Ma chi te l'ha data quella?"
"Mamma la davano gratis all'uscita di scuola, è buonissima, me la compri?
GRRRRRRRRR
Hai capito questi, mi sono detta, altro che evitare di fargli guardare la pubblicità, altro che colpo basso! 
Si piazzano direttamente davanti alle scuole, capito la strategia? 
Merendine gratis! Non esiste modo migliore per convincere le mamme ed invogliare i bimbi all'acquisto, no? 
Però dipende ANCHE dalle mamme. 
Perchè vi assicuro che se mi sento ferita nell'orgoglio, passo all'attacco peggio di una saetta! Tempo zero.
Ho sfoderato una SUPER-MAMMA-ANY.
Il tempo di arrivare a casa avevo già le mani in pasta. 
Con tutta la mia spocchia ho pensato:
E adesso vi sistemo io, altro che comprare con il buono sconto, vi faccio vedere DI CHE SONO CAPACE.
E ho preparato questi:


E secondo voi possono mai temere il confronto con quelli commerciali???
Certo che no!
Mio figlio li ha adorati (e pure il consorte) ed ovviamente ha chiesto il bis.
Il problema per me è, come sempre, trovare il tempo di riprepararlo il bis!
Non sarò mica parente di Paganini io?
Nel frattempo che medito sul da farsi, provate la ricetta anche voi, così farete felici i vostri bimbi.
Ora vi spiego come fare:

martedì 6 gennaio 2015

Una torta girasole, per conservare il sole dentro

Dicono che l'esperienza insegna... dicono!
Temo però che non valga per me.
Inutile stare a tergiversare, la mia proverbiale testardaggine, supera qualsiasi mia buona intenzione.
Dicembre è passato in un battito di ciglia, e se ora mi guardo indietro, sembra facile accorgermi di quanta fatica ho fatto, quanto lavoro, quanti nuovi progetti, cibi preparati, feste organizzate, regali per gli amici, mani strette, persone incontrate, vecchi e nuovi amici, mille cose all'attivo, senza risparmiarmi un minuto, senza posa, senza darmi pena di fermarmi un secondo, ma quante ore di sonno perse? 
Prima o poi però la fatica ti chiede il conto, soprattutto ora che l'età avanza. 
Finalmente le vacanze natalizie mi dico, arriva anche per me il tempo del riposo.
Invece macchè, per niente proprio. 
Ho sbagliato i conti a 'sto giro... sono rimasta fregata: a letto! 
Erano davvero anni che non stavo così male, così sfiancata da stare a letto... io, quasi incredibile!
E le feste sono passate, un nuovo anno è già iniziato come sempre pieno di aspettative e desideri e oggi lo scrivo qui, più come scongiuro che come monito, perchè tanto so che non servirà a ricordarmelo la prossima volta.




mercoledì 26 novembre 2014

Quenelle di cavolfiore

Questa ricetta nasce da un buffo ricordo di tempi che furono.
C'era una ricetta tratta da un libro per fare una dieta, la mia dieta della "Scarsdale delle teenager", che amavo particolarmente. 
Avevo 18 anni e mi vedevo grassa. Puà!
D'accordo magra non sono mai stata, ma se adesso penso a com'ero e che allora mi vedevo grassa, dico, se avessi fatto cambio con il mio corpo di oggi? Cosa avrei pensato di me? 
Beh, ecco credo che non sarei sopravvissuta alla vergogna! Ahahah!
Insomma quisquilie a parte, era solo per dirvi che questa ricetta mi ricorda un po' la gioventù, la mia voglia di mangiare sano senza mettere su chili di troppo e quella mia fissa, che ancora oggi non mi abbandona, di ritrovare piacere e sapore ogni volta che mi siedo a tavola.
Perché il cibo non è fatto solo di calorie da ingurgitare, ma è lo specchio di abitudini, cultura, ricordi, affetti e tradizioni che ci portiamo appresso, a volte senza nemmeno esserne consapevoli...


Ad onor del vero, la ricetta non era proprio così.
Non erano quenelle, ma una sorta di frittelle da cuocere in forno, ma sono passati troppi anni e perdonate le dosi non le ricordo esattamente, per cui vi ripropongo la mia versione di oggi, che è comunque molto simile.

mercoledì 12 novembre 2014

Ciambella soffice con clementine e carote

Tra i dolci che compaiono più di frequente sulla nostra tavola, ci sono i classici dolci da credenza.
Perchè se c'è un momento della giornata che non so immaginare senza qualcosa di energetico per cominciare, è proprio la colazione. 
Non potrei rinunciare a farla!
E se cerco un'idea per fare un qualsiasi dolce, vado da Lory perchè lei è una garanzia.
Questo dolce infatti arriva dritto dritto dalla cucina del suo blog, da qui.
Grazie dolce Lory!
Solo per comodità di lettura vi riscrivo la su ricetta pari pari.
E buona giornata a tutti.



giovedì 6 novembre 2014

Tour Qui da noi Piemonte 2014

Sono davvero onorata di poter raccontare questo viaggio, perchè aver preso parte al Tour Qui da noi Piemonte 2014 mi ha fatto conoscere realtà bellissime, a volte ad un passo da casa mia eppure ancora sconosciute, e mi ha reso fiera di appartenere ad un territorio tanto ricco di eccellenze e belle persone.
Nei nostri frenetici ritmi di vita quotidiani, spesso dimentichiamo quanto la cura nella scelta del cibo che portiamo in tavola sia importante per la salute: nostra e del pianeta. 
Questo tour ha accresciuto in me questa consapevolezza.
Tre giorni intensamente vissuti, un viaggio dedicato alla scoperta delle cooperative agricole Piemontesi, che aderiscono al progetto Qui da noi.coop che è un progetto ambizioso: avvicinare il più possibile i consumatori, attraverso i punti vendita Qui da Noi, ad un cibo buono, genuino ed accessibile, prodotto da diverse cooperative (più di 2000 in Italia!) con tanta dedizione e professionalità. 




Intanto premetto che l'impeccabile organizzazione dell'evento è stata tutta al femminile e mi scuseranno gli uomini che leggono, ma le donne hanno davvero una marcia in più! 

Mi riferisco non solo all'ineccepibile saper fare professionale, ma al contempo amichevole di Irene, Sara e Michelle, le tre donne D stile (ma per davvero!), ma anche a Rossana Turina, referente nazionale del Progetto Qui da noi Piemonte di Fedagri di Confcooperative e la Dottoressa Silvana Riccabone presidente del Consorzio Finagro di Legacoop. 
Cinque donne squisite, davvero in gamba.

Bellissima anche l'idea di spostarsi con il car-sharing, non solo ovviamente per un'attenzione alla sostenibilità ambientale, ma perchè davvero funzionale, ci ha permesso libertà di movimento e possibilità di aggregazione. Infinite sono state le chiacchiere e le risate, i tweet lanciati da chilometri di distanza durante gli spostamenti... vero Marisa? Ricordi bellissimi.


giovedì 23 ottobre 2014

Madeleines al miele e fiori d'arancio

Di certo l'ho già scritto su queste pagine, che quando mi accingo a fare shopping mio marito teme più i negozi di casalinghi che le gioiellerie!
Un motivo ci sarà, visto il patrimonio degli acquisti culinari che sono in grado di sostenere, ogni volta che si tratta di cucina e affini.
Qualche novità si trova sempre, così come qualche "aggeggino" che manca alla mia lista di desideri.
Lo stampo in silicone per le madeleines però, vi assicuro, l'ho comprato scontatissimo. 
Peccato poi sia rimasto nascosto in qualche recondito angolo di una scansia, come per altro mille altri attrezzini e ammennicoli vari. 
Rimasto in attesa di una mia ispirazione per essere inaugurato.
Ecco oggi tocca a voi mie care madeleines.




La ricetta per farle l'ho trovata qui


lunedì 1 settembre 2014

Brioches intrecciata alla mela con lievito madre

Mi sono fatta un regalo.
Per un giorno solo. Si può fare.
Ho rubato un pò di tempo tutto per me. 
Ho chiuso gli occhi.
Per non vedere la casa in disordine, le mille mail arretrate a cui rispondere, i panni da ritirare, la polvere da togliere, solo per un giorno. 
Ho chiuso la porta all'ansia e alla frenesia del correre quotidiano.
E se mi prendo del tempo tutto per me... 
lo sapete vero dov'è che mi rifugio io? 
Già, già, mi rinchiudo in cucina ^__^
Ma non per fare una ricetta a caso, no.
Doveva essere un lievitato.
Uno di quelli che ti si ficcano nel cervello e ti sfidano, che comandano loro e non ci sono santi e tu pazientemente aspetti che il miracolo della lievitazione piano piano si compia.
Osservi e basta, e per una volta aspetti. 
Ok mi "sottometto" e aspetto. Difficile ed arduo compito per me, che vado sempre di fretta, con sempre mille idee per la testa e troppo poco tempo per realizzarle tutte. 
Ebbene lo confesso, forse un pò è anche per questo che mi piace impastare e ritagliarmi il tempo per farlo, è sempre una sfida e mi piace.
Se usi il lievito madre già lo sai che ci vuole tempo, ti arrendi perchè devi per forza regalartelo. Quel tempo lento e buono che oggi giorno manca e invece ne avremmo tanto bisogno.
Che se poi mi decido lo rispetto quel tempo lento, che comanda lui e non aspetta me. Decide lui il quando e il come, perchè quegli esserini lì, dentro al lievito madre intendo, fanno tutto da soli. 
A noi tocca la pazienza, di aspettare.

Cercavo la ricetta per una brioches, perchè se decido di farmi una coccola speciale, il momento che preferisco per regalarmela è la colazione, per iniziare bene un nuovo giorno.
Però sono esigente io, volevo una ricetta di una brioches, non troppo dolce, semplice e sana, ma anche golosa e bella.
Troppe pretese tutte assieme vero? 
Infatti non ne ho trovata nemmeno una che facesse al caso mio. 
Poi però, ho visto una foto. Di una challah. Con le mele.
Ed è stata folgorazione. 
Era lei. Volevo proprio quella lì. 


Porcellane e tessuti GreenGate

Innamorata di una foto, ma senza ricetta.
E così me la sono inventata (...la ricetta!)


mercoledì 27 agosto 2014

Coniglio in fricassea a modo mio, con verdure ed erbe aromatiche

Quanto sto trascurando questo mio piccolo spazio, ahimè e quanto mi manca poterci dedicare un po' del mio tempo!
La vita però scorre, e il tempo libero è sempre così poco. 
Spesso le incombenze quotidiane ci lasciano poco spazio alle passioni da coltivare ed è un vero peccato.
In ogni caso non demordo, sono certa che prima o poi troverò il modo di dedicarmi un pò di più anche a questo mio blog che tanto mi piace curare!
Mi manca un pò quel chiacchierare di cucina, il piacere di scoprire che qualche lettore curioso ha provato una ricetta e mi chiede qualche consiglio in merito, il passare tra le pagine di cucina delle amiche per sbirciare cosa di buono hanno preparato... ecco chi scrive come me, credo possa capirmi.
E poi ho in mente così tante ricette da provare, che oramai le bacheche di Pinterest non bastano più a riordinarle in categorie. 
Eppure continuo a ripetermi che prima o poi le proverò tutte, ma a trovarlo il tempo! 
Ok ora tolgo il disco delle lamentazioni da "portineria" e vi regalo invece questa ricetta.  
Semplice, ma che ci ha piacevolmente stupito per il suo delicato e piacevole accostamento di sapori.



venerdì 25 luglio 2014

Tagliatelle fatte in casa con polpettine al sugo

Correva l'anno....
Ehm, ehm, qui a forza di non scrivere, mi inceppo già sull'incipit.
E questo già la direbbe lunga.
Meglio sorvolare va, tagliamo la testa al toro.
Bando alle ciance e ai convenevoli, passo subito al sodo.
La mia ricetta di oggi è quella presentata alla Galleria dei sapori Cirio lo scorso 25 giugno a Torino, ebbene sì esattamente un mese fa mannaggiammècome vola il tempo!
Insieme ad altre 11 compagne di squadra torinesi, abbiamo trascorso una serata piacevole e divertente, all'insegna del gusto e della qualità, grazie a Cirio e alla Città del Gusto di Gambero Rosso che hanno organizzato l'evento, rendendo possibile una divertente sfida tra appassionate di buona cucina italiana.
La sfida è stata preparare un piatto con i misteriosi ingredienti contenuti in una "Secret box", ovvero una cesta, rigorosamente coperta, una per ogni postazione culinaria, in cui Polpapiù è stata l'indiscussa protagonista.
Dopo l'aperitivo di rito per salutarci tutte e rompere un pò il ghiaccio, lo Chef Luca Ogliotti presenta la serata e dà il via alla gara per scoprire i nostri ingredienti segreti.
Dopo un inevitabile attimo di sgomento alla vista di qualsiasi ingrediente avessimo nelle nostre ceste, la tensione si è allentata e tra risate, assaggi e un clima davvero rilassato e divertente, tutte ci siamo messe all'opera. 
Prima un salto in dispensa per procurarci gli ingredienti necessari a realizzare la ricetta con gli ingredienti a nostra disposizione e poi "fiato ai fornelli" si comincia.


sabato 14 giugno 2014

Peperoni arrostiti con il piatto crisp: una figata!

I peperoni sono la mia passione, ne vado matta! 
Quando avevo solo 3 "annetti piccoli" sono riuscita a farne indigestione!
Mamma mi ha raccontato che ne ero così ingorda, che non è riuscita a dirmi di no e alla fine sono stata male perchè ne ho mangiati troppi.
A casa mia non esiste estate senza peperoni arrostiti, ma con questo caldo al solo pensiero di accendere il forno per farli o sporcare i bruciatori del gas per cuocerli con lo spargi-fiamma confesso, mi fa star male.
Quando fa caldo prepararli è una tortura vera e propria... eppure sono così buoni, come si può rimediare?
Fortuna che esistono alternative moderne che semplificano la vita e oserei dire anche il gusto!
Da quando ho scoperto che posso farli al microonde con il piatto crisp in metà tempo e senza sporcare nulla, non mi ferma più nessuno!! 
E allora vai con i peperoni arrostiti!
Dovete assolutamente provarci anche voi, perchè rimangono più sodi, si spelano in un attimo e sono davvero troppo troppo buoni!


lunedì 2 giugno 2014

Composta di limoni senza buccia con carote salvia e cardamomo

Da quanto tempo mancavo da questo mio spazietto! 
E mi mancava davvero tanto ve lo assicuro.
Paradossalmente negli ultimi mesi ho cucinato così tanto da farsi venire la nausea, ma di tutte le possibili interessanti ricette sperimentate non ne ho pubblicata nemmeno una...
Occorre tempo, per scrivere, fotografare, organizzare le idee, ma ci sono giorni in cui è necessario fermarsi un attimo, raccogliere le forze, riordinare i pensieri.
Mi pare a volte di perdere il senso, di essere fagocitata dalla routine, dalle sempre troppe cose da fare e di non riuscire più a dare le giuste priorità, di non trovare più quel prezioso equilibrio, che nella smania del "troppo fare" inesorabilmente perdo.
Mi sono accorta che ci sono strumenti tecnologici moderni che se sapientemente usati sono molto preziosi, ma che basta proprio un attimo per trasformarli in "ciuccia-energie" o strumenti devastanti. 
Ho voglia di riappropriarmi dei miei spazi, di ridare un senso al fare nonostante la frenesia quotidiana e soprattutto ho tanta voglia di ritornare a fare le cose perchè ci credo, perchè davvero mi piace e mi diverte e non perchè "si deve".
Questa conserva che vi propongo oggi mi è proprio ben riuscita, e voglio condividerla con voi assidui o casuali lettori del blog, perchè ne sono pienamente soddisfatta. 
Come ho già scritto qui altre volte, almeno un paio di volte all'anno ho la fortuna di avere in dono dei limoni meravigliosi, giganti se paragonati a quelli comprati (grandi quasi una volta e mezza!) ma soprattutto naturali e certamente non trattati con sostanze chimiche.
Questi splendidi limoni di Sorrento provengono dal giardino delle mie zie, da una pianta di limoni di oltre 50 anni che li produce in abbondanza. Di solito li uso tutti per fare il limoncello la cui ricetta potete trovare qui, perchè nella mia famiglia il limoncello non può mancare per niente al mondo.
Dopo aver privato i limoni della buccia però ne rimangono sempre tantissimi, bisognerebbe consumarli subito, ma noi non usiamo spremerli, nè mangiarli. Sarebbe un vero peccato non utilizzare interamente questo splendido agrume il cui albedo (la parte bianca della buccia) è particolarmente spesso e gustoso.
Per cui spesso sperimento un modo per utilizzare questi limoni senza buccia avanzati dalla mia preparazione del limoncello e da un pò di tempo li riciclo così, con questa composta di limoni di cui oggi vi regalo la ricetta.
Il colore di questa composta mette allegria solo a guardarlo: ha dentro il sole del Sud e il sapore vi assicuro, vi ripagherà della fatica che farete per realizzarla.
E' davvero buona.


martedì 15 aprile 2014

Rotolo panna e fragole

Come si fa a dilatare il tempo? 
Avete una formuletta magica pronta per l'uso?
Se l'avete vi prego, non siate avari e condividetela con me, che il tempo mi scivola sempre tra le dita un giorno dietro l'altro senza posa.
Siamo già a metà aprile e non me ne sono nemmeno accorta! 
Troppo indaffarata, perennemente di corsa... come si fa?
Se però una vocetta implorante facendo gli occhioni dolci mi chiede: 
"Mamma ti prego, me la fai quella torta di fragole che mi avevi promesso? Sai come quella che ha fatto il papà di Dora nella favola che mi hai letto?"
Ecco, allora cedo inesorabilmente, mi eclisso quasi per fermare il tempo pur di accontentarlo, e faccio anche i salti mortali.


Questo rotolo nasce così, un pò di corsa, ma vi assicuro non vi occorrerà troppo tempo per realizzarlo, vi basterà una mezz'oretta. 
Ritagliatevela come ho fatto io poi appagata dalla faccina estasiata e sorridente del mio bimbo, alla vista di questo dolce.

venerdì 28 marzo 2014

Cucchiaini di frolla salata alle nocciole con seirass e cipolle rosse

Ed ecco finalmente svelato l'arcano.
La composta di cipolle rosse di cui vi dicevo qui, è finita a decorare questi deliziosi cucchiaini totalmente edibili!
Quando li ho visti da Assunta ho pensato che non potevo esimermi dal rifarli anche io, ma in "versione rigorosamente salata" come piace a me.
Amazon (tentatore!) mi ha dato una bella mano con lo stampo in silicone, e il gioco è stato semplicissimo.
Questa frolla salata alle nocciole vi assicuro è da assaggiare.
Per prepararla ho usato le nostre nocciole piemontesi. 
Mentre per la crema ho optato di nuovo per un prodotto tipico piemontese: il seirassPer chi non lo avesse mai assaggiato (ed è un vero peccato però, fatelo al più presto!) è in pratica una ricotta mista ovina-vaccina super-cremosissima
Insomma il connubio è stato un risultato dall'effetto molto chic, che mi è proprio piaciuto.
Serviti ad un aperitivo o ad un buffet, questi cucchiaini faranno una bellissima figura. 
Sono graziosi ed originali oltre che davvero buoni.
Vi ho messo almeno un pò di voglia di provarli?




mercoledì 26 marzo 2014

La composta d cipolle rosse in agrodolce di Maruska

C'è chi si innamora al primo sguardo di un gioiello e viene colto da un irrefrenabile desiderio di comprarlo, chi di un paio di scarpe, di una borsa, di un vestito... e chi invece si innamora perdutamente di una ricetta e non trova pace fintanto che non riesce a replicarla.
E non può trattenersi dal rifarla immediatamente!
Ecco, avrete certamente capito in quale categoria devo essere annoverata, vero? 
E non che non mi possa innamorare di tutte le altre cose sopra elencate prima della ricetta, eh, ma diciamo che con il cibo l'innamoramento accade molto più di frequente!
Questa che oggi vi propongo mi ha fatta capitolare al primo assaggio, o forse dovrei dire al primo sguardo. 
Che colore meraviglioso!
L'autrice di questa composta è una mia carissima amica: Maruska, ottima cuoca con tante meravigliose idee, con cui spesso mi confronto, ma soprattutto mi diverto a cucinare per deliziare i palati dei nostri amici a cena.
Grazie di cuore Maru, per avermi passato questa ricetta!



sabato 15 marzo 2014

Stuzzichini con feta ed olive nere con esuberi di pasta madre

Da quando, dopo la mia partecipazione ad un suo meraviglioso corso di fotografia food, la dolcissima Pippi, mi ha invitato ad utilizzare Pinterest, confesso che mi si è aperto un mondo!
Come ho già più volte ribadito in queste mie pagine, non sono molto "social", quindi l'idea di iscrivermi ad un ennesimo social network per poi non usarlo, non mi aveva particolarmente entusiasmata!
Peccato però che io sia una curiosona e sia andata a sbirciare...
ecco da allora è un pazzo girovagare tra le bacheche di tutti gli utenti a caccia di idee e suggerimenti per le mie ricette e non solo!
Questi sfiziosi stuzzichini sono stati un colpo di fulmine, arrivato dritto dritto da Pinterest, precisamente da questa foto qui.
Subito mani in pasta quindi per riprodurre la ricetta, a modo mio però.
Uh già, con la pasta madre, certo!



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